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Palermo Straight Edge (SxE) Hardcore

Dalla metà degli anni ‘90 fino agli inizi dei 2000, in circa dieci anni, Palermo vide una fioritura inaspettata di un filone culturale-musicale senza precedenti, la Straight Edge (SxE), che da lì ebbe il suo exploit, ma inesorabilmente anche il suo naturale declino.
Band storiche come Indigesti, Kina, Negazione e Raw Power già suonavano da diversi anni, ma Palermo stentava ad abbracciare il movimento, seppur in limitate e singole occasioni. Si racconterà in breve, dimenticando necessariamente qualcuno, il punto d’osservazione diretto, su ciò che ha cambiato la vita di centinaia di persone, che in egual modo, vissero quegli anni in modo intenso.
A Palermo, fino a quel momento, la scena musicale cosiddetta “underground”, contava diverse band emergenti, perlopiù orientate su sonorità metal, hip hop e punk rock; ciò lo constatavo soprattutto tra i banchi di scuola, quest’ultima metro di giudizio insindacabile sulle nuove ondate musicali in voga tra le nuove generazioni. L’hardcore Old School era poco più di un miraggio.
Agli inizi degli anni 90, si ricordano Tagliamidettagli e Nullafacenti di Bizio e Giovanni Ziino, gli Shout Downard di “Peppe 100”, tra le poche formazioni hardcore/punk che sfornavano autoproduzioni su classiche e indimenticabili “demo-tape” artigianali; ma anche storiche band “noise” come gli Airfish del veterano Rodan.
L’hardcore-punk, soprattutto quello di stampo americano, influenzava sempre più il nostro continente e a Palermo, quello che fece breccia, fu lo stile californiano (Pennywise, No use for a name, Nofx). Quest’ultimo, unito a nostalgiche sonorità di “punk 77” (Sex Pistols, Clash, Ramones) creò varie contaminazioni, generando band come “F.u.g”,,“Merrygoround”, “Flat Denial” e “Semprefreski” tuttora considerati punti di riferimento dell’ hardcore-punk del capoluogo siciliano. Personaggi come Ciaccio, Giugi, Bizio, Ecumenicus, Giacomazzi, Pitingaro, contribuirono fortemente alla scena di quegli anni, ricoprendo diversi ruoli anche in band collaterali.
La fine degli anni ‘90, è il periodo della svolta per l’Hardcore Old School palermitano, nel 1996 nascono i By the Way gruppo di amici storici e compagni di liceo, i cui membri fondatori, Maurizio Iozzia e Andrea “The Edge” faranno da ponte levatoio, insieme all’amico XjovyX, per le formazioni delle successive band di punta del genere.
Il piccolo focolaio cresce sempre più; la passione per l’hardcore made in USA diventa contagiosa in un ristretto numero di amici. Il nuovo progetto amatoriale è figlio del nascente “germe” che da lì a breve avrebbe “contaminato” il punk palermitano, ovvero lo “Straight Edge” hardcore e la “Real positive Crew”.
La band ha ancora sonorità grezze e artigianali, ma si intravedono già nuove idee e ambizioni, che determinarono un incessante ardore e dedizione, una sana detonazione, tale da spingere molti di quei giovani a chiudersi in box insonorizzati creando musica, tra un compito di latino e un’interrogazione di matematica.
Lo “Straight Edge HC” nasce da band come “SSD” e “Minor Treath”, in contrapposizione al punk autolesionista, cercando di divulgare valori positivi anti-sistema, rinnegando ciò che allontana dal pieno controllo di sé, come droga e alcol. Band leader della nuova cultura musicale saranno, oltre i già citati Minor Threat, gli Unity, Uniform choice, No for an Answer, dell’ ”Orange County Scene” e l’intera youth crew newyorkese, movimento che influenzerà l’intero filone più degli altri, su tutti band come Sick Of It All, Gorilla Biscuits, Youth of Today, Judge, Side by Side e Bold.
Dalle ceneri dei By the Way, nel 1997, Maurizio Iozzia fonda gli Injustice, in quegli anni infatti sia Maurizio che Alex Falsone abbracciarono quella filosofia di vita, i loro testi rispecchiano totalmente princìpi e virtù del movimento musicale. Nel 1999 incidono i brani che andranno a comporre: “XPositive LifestyleX”, primo album Straight Edge palermitano. Poco dopo anche No Way Out e Once Again aderirono al movimento, cristallizzando una vera e propria crew.
Nel 2001, i Once Again registrano la loro demo-tape “S/T”; nel 2003 i No Way Out pubblicano l’EP “Livin’ Today”. Le tre band inizieranno una serie di live, spesso suonando insieme, grazie a cui il collettivo “SxE” comincia a mettere radici ben salde nel substrato hardcore dell’epoca.
Brani come “Make Your Choice” e “Libero Stato Mentale” degli Injustice, “Livin’ Today, Into My Mind” dei No Way Out, “Antisocial To The Core”, “All We Ask” dei Once Again diventano vere e proprie pietre miliari. Le tre band, daranno il via alla scena locale, che per diversi anni sarà al centro della Palermo hardcore. Lo “SxE” in città si limiterà in quegli anni a queste poche band, ma con una prolifica attività concertistica; oltre le già citate, si uniranno in seguito anche i For The Cause e Wise Guys dell’eclettico XturyX.
È questa l’epopea d’oro di questo filone musicale palermitano a cui, anche diverse band oltre lo stretto guardavano come esempio da seguire, non tanto per le sue band, ma per l’attaccamento e la dedizione che le stesse peroravano alla causa.
In Italia in quel periodo diverse sono le formazioni “SxE”, su tutte Strenght Approach e By All Means, le sonorità cambiano, chi suona un “old school” di stampo americano, chi è più legato al punk degli esordi, chi alla vecchia scuola italiana; i temi comuni sono sempre gli stessi: gridare valori positivi di amicizia, famiglia e rispetto. I live della “Palermo Hardcore” sono vere e proprie réunion della crew, vi si riuniscono tutti, l’energia sprigionata da quei ragazzi contagia una moltitudine di persone, riunite dalla stessa voglia di musica e aggregazione.
Molti sono i luoghi in cui si esibiscono i giovani musicisti, tra piccoli locali, pub e centri culturali, ma quello che resterà il più emblematico e simbolico è sicuramente l’ ”Ex carcere C.S.O.A”, in cui ciò che accomunava era una sola passione; in quel palco si sfogavano i propri sentimenti, si esternavano le proprie emozioni, in un contesto di sana amicizia e rispettosa condivisione.
Ogni settimana si svolgeva un concerto, le sole “pubblicità” a disposizione erano il passaparola, il volantinaggio e alcune “fanzine” locali; niente a che fare con la tecnologia odierna, certo più utile, ma meno affascinante. Come non ricordare i fantastici “Banchetti” improvvisati, dove le band vendevano merchandising e dove potevi trovare vinili, cd, toppe, spillette e quant’altro. Un “micromondo” sotterraneo dove regnava gioia e spensieratezza.
Con la scena hardcore “Straight Edge” (SxE) convivevano collateralmente gruppi Hardcore Punk (180 in opposity, F.U.G, Semprefreski, Flat Daniel) crust (Istinto Repellente, Sonny Corleone), pop-punk (Popsters), trash metal (Shock Trooper), crossover (Filthy Sunday Circus, Reflections), ska-punk (Magilla Gorilla, Cheech Skaos) e Hip-Hop ( Stokka & MadBuddy).
In quegli anni, la musica underground a Palermo, era un carosello di generi e sottogeneri; tutti avevano i loro esponenti rappresentativi. La prima decade degli anni 2000 si caratterizza per l’avvento di nuove sonorità, che mixano la tradizione old school con melodie strappalacrime.
Arriva l’ ”Emotional Hardcore” dei pionieri locali Keep The Faith, fondati da Maurizio Iozzia, con Daniele Marsana, Alessio Falsone e Vincenzo Bandiera, ex membri di Injustice e Once Again. Essi formeranno quella che sarà la prima band emocore palermitana. Le band cambiano ma i ragazzi restano i medesimi; è questa la bellezza del movimento, come una sostanza che cambia forma ma resta immutata nella sua essenza.
Nel 2003 incidono “See your Tears” per Vacation House records, storica etichetta di Rudy Medea, cantante degli Indigesti. Questo sarà un album di svolta per la scena; i KTF uniranno l’hardcore più classico orange county a venature emo-rock, sulla scia di band come Further Seems Forever, Thrice, Noise Ratchet, riuscendo a concepire brani originali e fortemente emozionali come “Sacrifice” “See your tears” e “Stop us Now”.
Dalla seconda metà della prima decade del nuovo millennio, I KTF daranno l’input a tutta una serie di band locali Emo-core/pop/Rock/Screamo di nuove generazioni, che si adageranno esclusivamente sulle nuove ondate “modaiole” strettamente legate al genere; non si percepiva più l’ardore della vecchia fiamma hardcore, si preferiva più l’ aspetto esibizionistico; stava diventando una “Necessaria Consuetudine”. Anche l’hardcore Old School muterà forma, diventando più duro, più “metallaro”, più politico, anche qui sotto l’influenza di nuove band post hardcore d’oltreoceano (Terror, Converge).
A Palermo i maggiori esponenti del genere saranno i Values Intact, nati dalle ceneri dei No Way Out, che incideranno nel 2005 “Dead HomeTown” per Godwill Records. A seguire altre band palermitane cercheranno di imitare il filone ma senza riuscirci, lasciando impronte sbiadite e gettando definitivamente le basi per la fine di un’epoca.
L’hardcore-punk e lo Straight Edge (SxE) di quegli anni, a Palermo, si fondevano in un movimento paragonabile ad altre scene più blasonate, sicuramente per la passione e il senso di condivisione che caratterizzava l’intera scena.
Il periodo storico in cui versava la città ha detonato le coscienze, molti giovani volevano far sentire la propria voce, la città si rialzava dalle proprie macerie, nutriva il bisogno di urlare al mondo una sana rabbia attraverso la musica; tutto ciò sarà preludio di cambiamento.
“Non voglio sprofondare nell’abisso dittatore, voglio restare in superficie da padrone, ma con rispetto, tolleranza, amici ed onestà, voglio tentare di cambiare ma con dignità, fai la tua scelta la mia mente è libera”…” Make Your Choice, Injustice, 1998.

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